Il lavoro a distanza è il futuro del lavoro” - Alexis Ohanian, Fondatore di Reddit

25.05.2021

Lo smart working ormai è diventato parte integrante delle vite e delle abitudini dei lavoratori,

secondo quanto emerso dal rapporto Istat sui lavoratori da remoto: "la quota di lavoratori in smart

working nelle imprese che lo hanno attivato sale dal 5% del periodo precedente il Covid-19, al 47%

dei mesi di lockdown di marzo-aprile, per assestarsi intorno al 30% da maggio in avanti".

Ma non solo per il Covid, la via del remote working sembra essere la preferita dalla aziende come

una strada da intraprendere e da non abbandonare, infatti "circa per il 60% delle aziende nel 2021

continueranno ad esserci ingenti investimenti in tema di digitalizzazione" questo è quanto risultato

da una ricerca sviluppata dall'Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano su un

campione di 1000 soggetti.

Stessa sensazione è avvertita dai dipendenti: stando alla ricerca di Marketers "State of Remote

Working 2021", su un campione di 441 italiani, per la maggior parte dipendenti di imprese, alla

domanda "ti piacerebbe lavorare da remoto per il resto della tua carriera?" il 97,25% ha risposto in

modo affermativo ed alla domanda: "pensi che il remote working sia il futuro del lavoro in Italia?"

rispondono in maniera positiva l'82,5% dei soggetti rispondenti.


Analizzando i pro e i contro di questo nuovo strumento scelto sempre da più aziende si nota come -

rispetto al 2020 - vi è stata una maggiore chiarezza percepita dai dipendenti in merito agli obbiettivi

da raggiungere (+22%), all'equilibrio tra vita privata e lavoro (+18%), alla valorizzazione dei

talenti e dei punti di forza (+20%) ed alla comunicazione dei valori aziendali e dell'employee value

proposition risultata più efficace (40%) 1 . Al contrario, emergono aspetti negativi in merito

all'impatto sulle relazioni interpersonali in ambito lavorativo (1 lavoratore su 4 dichiara che il senso

di appartenenza all'organizzazione è fortemente diminuito); anche la ricerca e l'attrazione di nuovi

dipendenti ha visto come il bacino dei candidati provenienti da territori non limitrofi è diminuito

(39%), così come la capacità attrarre candidati nei territori limitrofi (37%) e di trattenere le persone

(37%).

Come anche affermato da Nicola Rossi, country manager di Monster Italia: "vi è stata una destrutturazione ed una disintermediazione in tutto quello che è l'accesso ai servizi ed ai prodotti.

Bisogna sfruttare tutta l'efficienza e la produttività derivante dall'intelligenza artificiale ma considerare anche di massimizzare l'ingaggio con i miei impiegati per incrementare il valore della community. Valori dell'azienda da un lato e produttività dall'altro. Tale combinazione tra capacità di intercettare ed attratte candidati tramite l'intelligenza artificiale e, in seguito, sviluppare l'idea di community attraverso il racconto del brand, è vincente".

Ma vi è anche chi è riuscito a reagire al meglio da questa pandemia come dimostra l'indagine svolta

da Great Place to Work dove circa il 93% dei dipendenti delle aziende classificate come "Best"

companies affermano che "le nuove modalità̀ di lavoro consentono di svolgere efficacemente tutte

le attività lavorative" ed effettivamente si è visto un trade-off tra l'efficacia del lavoro svolto dagli

stessi soggetti e lo smart working. Infatti, vi è stato un miglioramento nella maggior parte dei casi

della produttività.

Quanto all'employability delle persone, il 35% ha accelerato l'acquisizione di nuove competenze o

cambiato in modo radicale il proprio profilo, frutto di ciò anche la generazione millennial che ha

accelerato maggiormente nello sviluppo di nuove competenze (+48% rispetto alla media).

Insieme alle piccole e medie aziende si muovono le multinazionali di rilievo globale, come

Microsoft. Quest'ultima, infatti, ha lanciato "Microsoft Viva", la prima piattaforma di Employee

Experience che integra gli strumenti per il coinvolgimento, l'apprendimento, il benessere e

l'individuazione e condivisione di know-how dei dipendenti direttamente all'interno del flusso di

lavoro. Secondo quanto affermato da Satya Nadella, CEO di Microsoft: "se c'è una cosa che abbiamo imparato dall'ultimo anno è la necessità di coniugare tecnologia, dati e insight per creare luoghi di lavoro sostenibili e innovativi, capaci di ripristinare il capitale sociale perso con il passaggio ad ambienti di lavoro ibridi [...]. Quando investiamo nelle nostre persone e nell'esperienza dei dipendenti, possiamo avere un impatto diretto sul loro coinvolgimento, sulla loro dedizione, sulla soddisfazione dei clienti e sulla redditività. Quando le persone crescono, il business prospera".

Le nuove sfide della direzione HR nel 2021 - secondo quanto riportato dall'Osservatorio HR

Innovation Practice del Politecnico di Milano, su una base di 215 Direzioni HR - sono

l'introduzione ed il potenziamento delle iniziative di Smart Working (45%), l'introduzione di nuovi

modelli di leadership e culturali (37%) e la definizione di nuovi modelli di gestione e sviluppo delle

performance (34%).

Younit collabora con le aziende per supportare e sostenere tutti questi processi, fornendo soluzioni

all'avanguardia, offrendo flexible workplaces solutions per le medie e grandi aziende che vogliono

aumentare benessere e produttività dei propri remote workers riducendone i costi di esercizio.

Il mondo cresce, si evolve, e con lui aumentano anche le nuove sfide del mercato, Younit è pronta, e voi?

1 Ricerca sviluppata dall'Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano 

approfondimento a cura di Lucrezia Maria Zoratti